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PLA: la chiave verde per risolvere il dilemma della plastica

Mentre il “vortice di plastica” nel Pacifico continua ad espandersi, mentre le particelle microplastiche vengono rilevate nello stomaco dei pinguini antartici e mentre 399 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno diventano un “fardello bianco” indigeribile per il pianeta, la battaglia tra l’umanità e l’inquinamento da plastica è entrata in una fase critica. In questa battaglia per la sopravvivenza ecologica, in particolare, l’aumento delle plastiche completamente biodegradabiliacido polilattico (PLA), ha illuminato un percorso verso una svolta che combina il valore ambientale con la neutralità del carbonio, rimodellando il modo in cui l’umanità interagisce con la plastica.


Essendo una delle plastiche biodegradabili più utilizzate, i "geni verdi" del PLA sono intrinseci. A differenza della plastica tradizionale che fa affidamento sulle risorse petrolifere, il PLA è ottenuto da biomasse rinnovabili come mais e paglia attraverso processi come la fermentazione microbica e la sintesi chimica, eliminando così la dipendenza dai combustibili fossili alla fonte. Ancora più importante, le sue caratteristiche di degradazione sono notevoli: in condizioni di compostaggio industriale,PLApuò essere decomposto in anidride carbonica e acqua dai microrganismi nel giro di pochi mesi, ritornando infine al ciclo naturale e risolvendo completamente il problema dell’inquinamento a lungo termine dei rifiuti di plastica. Questo ciclo di vita "dalla natura, ritorno alla natura" lo rende una scelta ideale per la governance ambientale.

Il valore ecologico del PLA è stato dimostrato in diversi scenari, con il suo ambito di applicazione in continua espansione dal consumo quotidiano alle industrie di fascia alta. Nel settore degli imballaggi, Starbucks'Coperchi per tazze in PLAe le cannucce in PLA di McDonald's sono diventate simboli ambientali familiari per i consumatori. Questo materiale vanta vantaggi come elevata trasparenza e resistenza all'olio e, dopo la modifica, può anche soddisfare i requisiti di riscaldamento a microonde. I flaconi per cosmetici in PLA dell'azienda giapponese Kanebo e le bottiglie per acqua minerale in PLA dei marchi europei forniscono soluzioni a basse emissioni di carbonio per l'industria della bellezza e delle bevande. Nel settore delle necessità quotidiane, le stoviglie monouso e i sacchetti per la spazzatura compostabili realizzati in PLA soddisfano esattamente i requisiti di “divieto della plastica” di vari paesi, e i prodotti in PLA di marchi come BioBag tedesca e EcoSafe statunitense hanno già stabilito mercati maturi. Ancora più degna di nota è la biocompatibilità del PLA, che lo fa brillare in campo medico. Le suture PLA di Johnson & Johnson possono degradarsi naturalmente nel corpo senza la necessità di un intervento chirurgico secondario per la rimozione. I suoi materiali per la riparazione ossea e i vettori per la somministrazione di farmaci stanno guidando la tecnologia medica verso una direzione più sicura e più rispettosa dell’ambiente.


Nell’ambito della strategia “dual-carbon”, il valore di riduzione delle emissioni del PLA è particolarmente importante. I dati mostrano che le borse per la spesa in PLA possono ridurre le emissioni complessive di carbonio del 70% rispetto alle tradizionali borse in PE. Nei cinque anni trascorsi da quando il mio Paese ha implementato il suo “ordine di restrizione della plastica” e gli standard sulla plastica biodegradabile, la sola sostituzione dei tradizionali sacchetti di plastica ha ridotto complessivamente le emissioni di anidride carbonica di 840.000 tonnellate e risparmiato 1,2 milioni di tonnellate di risorse petrolifere. Questo effetto di riduzione delle emissioni si riflette lungo tutta la catena industriale: l’anidride carbonica può essere assorbita durante la fase di impianto della materia prima; il consumo energetico durante la produzione è inferiore a quello delle plastiche tradizionali; e l'anidride carbonica rilasciata durante la fase di degradazione può essere riutilizzata dalla fotosintesi delle piante, formando un sistema di ciclo del carbonio a circuito chiuso. Grazie ai progressi nelle tecnologie delle materie prime non cerealicole, il PLA ottenuto da rifiuti agricoli come la paglia raggiungerà in futuro un’impronta di carbonio ancora più bassa, fornendo un solido supporto per l’obiettivo della neutralità del carbonio.

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